#ConsigliFantastici: Se ti è piaciuto Harry Potter, leggi…

Questo articolo, fa parte della serie #ConsigliFantastici, a opera di Julius.


Per chi di noi è nato negli anni ’90, c’è una pietra di paragone con cui qualsiasi altra opera fantasy va obbligatoriamente confrontata, stile Davide con Golia: la saga di Harry Potter.

Si tratta della serie più venduta di tutti i tempi, che ha fatto la storia della letteratura fantastica e che ha l’indubbio pregio di aver avvicinato alla lettura tantissimi ragazzini (e non) che “a me fa schifo leggere!!1!”, salvo poi trovarsi a fare le due di notte per finire il capitolo. L’attaccamento che molti di noi hanno verso le avventure di Harry è paragonabile a quello per un parente o un amico d’infanzia, e per questo motivo spesso ci troviamo in imbarazzo quando dobbiamo cercare per noi stessi o consigliare a un amico qualcosa di simile: niente è come Harry!

Ed è qui che vi volevo. Harry Potter è l’unica serie che avete letto nella vostra vita, e siete convinti che niente potrà mai superarla? Il compleanno di qualche remoto parente col moccio al naso si avvicina, e l’unica cosa che sapete sul suo conto è che venderebbe sua madre per una lettera da Hogwarts? Volete far colpo su quell’amico che “se hai solo guardato i film di Harry Potter ma non hai mai letto i libri, ti tolgo il saluto quando ti incrocio per strada”?

Di seguito vi consiglio tre serie che non solo sono simili a quella di Harry Potter, ma a mio avviso in alcuni aspetti la superano addirittura. E prima che mi togliate il saluto anche voi, ecco il mio primo consiglio:

1 Le Cronache di Chrestomanci di Diana Wynne-Jones
Praticamente sconosciuta in Italia, Diana Wynne-Jones è invece da quasi cinquant’anni uno dei grandi nomi della letteratura per ragazzi in lingua inglese. Interrogata da un lettore a proposito delle somiglianze tra la sua serie di Chrestomanci e quella di Harry Potter, l’autrice ha risposto così:

I think Ms Rowling did get quite a few of her ideas from my books – though I have never met her, so I have never been able to ask her. My books were written many years before the Harry Potter books (CHARMED LIFE was first published in 1977), so any similarities probably come from what she herself read as a child. Once a book is published, out in the world, it is sort of common property, for people to take ideas from and use, and I think this is what happened to my books.

Penso che diverse delle idee della signora Rowling provengano dai miei libri – benché io non l’abbia mai incontrata di persona, quindi non ho mai avuto l’occasione di chiederle conferma. I miei libri sono stati scritti molti anni prima di quelli di Harry Potter (VITA STREGATA è stato pubblicato per la prima volta nel 1977), perciò ogni somiglianza tra i due probabilmente deriva da ciò che lei stessa ha letto da bambina. Una volta che un libro è pubblicato diventa una sorta di proprietà pubblica, da cui le persone possono prendere idee e usarle, e penso che questo sia ciò che è successo ai miei libri.

Chiunque abbia letto entrambe le serie non potrà che darle ragione.

Chrestomanci somiglia ad Harry Potter prima di tutto nella trama: orfanello inglese va a vivere in un castello stregato, dove frequenta una scuola di magia esclusiva gestita da un eccentrico e potentissimo incantatore, trova due amici per la pelle di generi opposti e vive una serie di avventure, con tanto di resa dei conti finale con il cattivo di turno (che vuole il Potere Assoluto) – ad essere onesti, una trama abbastanza standard nella narrativa fantastica, per ragazzi e non.

Le somiglianze si fanno interessanti nell’ambientazione: se avete amato quel mix di quotidianità e fantasia in salsa britannica che viene considerato il marchio di fabbrica di Harry Potter, lo ritroverete intatto in Chrestomanci. I protagonisti trascorrono le loro giornate tra lezioni di aritmetica ed evocazioni, tè delle cinque e voli a cavallo di manici di scopa, lavori a maglia e battaglie tra soldatini di piombo animati. C’è chi parla con i gatti, ci sono vetrate animate i cui soggetti se ne vanno in giro ad azzuffarsi, adorabili cuccioli di drago, trasfigurazioni feline, oggetti sbraitanti e tanto altro, tutto condito da abbondante humour inglese. Dobbiamo a Diana Wynne Jones perfino l’ideazione di quello che, quasi trent’anni dopo, la Rowling renderà famoso col nome di “horcrux”.

Nonostante questa serie incredibile di somiglianze, a mio parere Chrestomanci è migliore di Harry Potter innanzitutto perché osa molto di più, il che in un’opera fantastica è un enorme valore aggiunto. Grazie anche alla struttura della serie – ambientata a cavallo tra diversi universi paralleli, con ogni romanzo che racconta una storia fondamentalmente a sé stante – l’autrice è libera di spaziare a suo piacimento tra diversi personaggi, trame, temi: nel corso della serie ci si imbatte infatti, oltre che in tutto ciò che ho menzionato sopra, anche in viaggi tra mondi paralleli, vite rubate, incarnazioni divine, proiezioni astrali, truffe in borsa tramite manipolazioni dello spazio-tempo e perfino nell’Inquisizione!

I personaggi sono poi costruiti con estrema cura. Uno dei difetti principali dell’opera della Rowling è a mio parere la sua reticenza, tipica dell’autore alle prime armi, ad attribuire difetti sostanziali ai suoi protagonisti e viceversa pregi sostanziali ai suoi antagonisti. Nei primi libri della serie, quindi per come sono stati inizialmente concepiti, i “buoni” spaziano dal pasticcione/antipatico ma con un cuore d’oro al vero e proprio santo (si pensi alla madre di Harry), mentre i cattivi, spesso grassi, brutti e sporchi per sottolineare il concetto, non sono capaci di niente al di fuori del bullismo. Da metà serie in poi l’autrice tenta di rimediare almeno alle situazioni più eclatanti, con risultati variabili.

La Wynne-Jones invece non ha paura di creare fin dal primo volume personalità complesse, che come tutti noi hanno dei lati amabili ed altri detestabili, pregi ma anche difetti importanti, che non vengono magicamente fatti sparire alla bisogna come i dentoni di Hermione. Ognuno ha delle motivazioni verosimili per le sue azioni, giuste o sbagliate che siano; ognuno persegue i propri obiettivi collaborando con gli altri personaggi, oppure ostacolandoli apertamente, o ancora ingannandoli e manipolandoli (e con loro, noi lettori). Per certi versi possiamo quasi parlare di un narratore inaffidabile, nella misura in cui il protagonista spesso riporta le cose per come le vede lui – un punto di vista che si evolve nel corso della storia, così come i suoi rapporti con gli altri personaggi.

Altro marchio di fabbrica della Wynne Jones sono i colpi di scena, (quasi) mai scontati e molto ben preparati nel corso della storia: al momento della rivelazione, tutti gli indizi disseminati lungo la trama si compongono in un puzzle perfetto, che è stato tutto il tempo sotto i nostri occhi. Dal punto di vista dell’intreccio e dei colpi di scena, ciò che la Rowling fa in sette libri e 3500 pagine, la Wynne-Jones lo fa in 250 pagine e senza lasciare neanche un buco di trama.

La serie, come edita in Italia, si compone di cinque libri:

  • Vita stregata;
  • Le vite perdute di Christopher Chant;
  • Scherzi del destino;
  • Strega di classe;
  • I maghi di Caprona;

L’ultimo libro della serie, The Pinhoe Egg, è ancora inedito in lingua italiana.


2 Trilogia di Bartimeus di Jonathan Stroud
Come sarebbe Harry Potter se Harry, invece che un normale undicenne pieno di buoni sentimenti, fosse un piccolo stronzetto con in mente solo la vendetta? La risposta ce la dà Jonathan Stroud: incredibilmente divertente.

La saga di Bartimeus somiglia a Harry Potter perché parla di un maghetto orfano e della sua lotta contro un mago potente e spietato, intenzionato a salire al potere e pronto a uccidere per farlo, cominciando ovviamente dagli affetti del giovane protagonista. Lo sfondo è un’Inghilterra in cui la magia è cosa pubblica, i maghi sono al governo e le tensioni con i non-maghi sono all’ordine del giorno, un tema che prende sempre maggior importanza man mano che la storia prosegue.

Una prima grossa differenza tra l’opera di Stroud e quella della Rowling è il protagonista: se Harry è (incredibilmente, considerato l’ambiente in cui si è trovato a crescere) un ragazzino equilibrato, con uno spiccato senso del bene e della giustizia, Nathaniel invece nasconde le sue insicurezze dietro un muro di arroganza, orgoglio e crudeltà che lo rende più simile a Draco che a Harry. Per questo motivo Nathaniel è un protagonista più interessante, con più personalità e allo stesso tempo più fallibile, più umano. L’intera trama viene infatti messa in moto da una umiliazione pubblica ai suoi danni, ovviamente intollerabile agli occhi del piccolo Napoleone, per la quale è necessario escogitare una vendetta in grande stile – che avrà conseguenze disastrose.

E qui veniamo al motivo per cui Bartimeus è migliore di Harry Potter, ovvero il personaggio titolare. Bartimeus è un jinn millenario, e come tutti gli altri jinn (o demoni) che popolano l’Altro Luogo, può venire evocato sulla Terra a piacere da questo o quest’altro essere umano per eseguire i suoi ordini, come una sorta di Pokémon dall’Inferno. I maghi difatti non hanno alcun potere di per sé, ma tramite rigidi rituali appresi in anni di studio possono evocare i demoni e comandarli a bacchetta, da “scaldami l’acqua per il tè” a “radi al suolo l’Impero Romano d’Occidente”. La magia si è sviluppata parallelamente alla cività umana, quindi dopo millenni di questo trattamento da servi della gleba tutti i jinn ne hanno piene le scatole, e Bartimeus in particolare. Il rapporto di amore-odio che si sviluppa tra lui e Nathaniel è tra le cose più divertenti che mi sia mai capitato di leggere, con Bartimeus che vede Nathaniel per il pidocchio che è e lo mena per i fondelli continuamente, spesso rompendo la quarta parete con le note a pié di pagina che sono il suo marchio di fabbrica, e Nathaniel che cerca di farsi obbedire in ogni maniera umanamente concepibile per un dodicenne dalla pazienza corta e dal sortilegio facile.

La spiccata vena sarcastica di Bartimeus e il suo spirito da trickster sono l’anima della storia, e fanno sì che le quasi 1200 pagine complessive, momenti drammatici compresi, non risultino mai pesanti o stucchevoli, ma sempre brillanti, ricche di inventiva, il classico “ancora un’ultima pagina poi spengo la luce” (credici). Per rimanere in ambito Harry Potter, è come se al posto di Harry, Ron ed Hermione avessimo Draco, Fred e George: le scintille sono assicurate.

La serie si compone di tre libri:

  • L’amuleto di Samarcanda;
  • L’occhio del golem;
  • La porta di Tolomeo;

La serie diventa una tetralogia se consideriamo anche il prequel L’anello di Salomone, pubblicato a qualche anno di distanza dagli altri.


3 Queste oscure materie di Phillip Pullman.
Ovvero, un vero e proprio classico della letteratura per ragazzi nel mondo anglosassone, che sarebbe anche lui rimasto semisconosciuto in Italia se New Line Cinema una decina di anni fa non ne avesse curato un adattamento cinematografico in grande stile.

Il film non ha soddisfatto le aspettative in termini di incassi, motivo per cui i programmi sui due sequel sono andati in fumo, eppure gli ingredienti per una saga di successo ci sono tutti: Queste oscure materie somiglia a Harry Potter perché anche qui seguiamo le vicende di una impavida e talentuosa orfanella dal college di Oxford dove è cresciuta fino ai quattro angoli del mondo (e anche oltre), per impedire all’antagonista di turno di attentare all’ordine stesso del cosmo. Lyra, questo il nome della protagonista, è oggetto di una profezia che la vuole l’unica in grado di mandare a monte i piani megalomani di Lord Asriel – motivo per cui metà delle fazioni in gioco la vuole morta, e l’altra metà darebbe la vita per sostenerla nella sua impresa.

Il mondo di Philip Pullman, pur non ruotando attorno alla magia nel senso tradizionale del termine, è intriso di trovate fantastiche, da clan di streghe che volano su rami di pino, alla tribù di orsi polari senzienti, ai daimon di aristotelica memoria che si manifestano sotto forma di compagni animali, fino a una serie di oggetti magici che, non diversamente dai celebri Doni della Morte, hanno un ruolo fondamentale nello svolgimento della trama. Non mancano somiglianze anche molto strette con la saga della Rowling, ad esempio gli spettri che sono un analogo quasi perfetto dei Dissennatori.

Il vero punto forte della saga però, che è poi dove Queste oscure materie è migliore di Harry Potter, è la portata della storia. Se la saga della Rowling è partita come una storia per ragazzi sull’importanza dell’amore, del coraggio e della fratellanza, e si è espansa fondamentalmente su questi temi, la serie di Pullman è per stessa ammissione dell’autore diretta sin da subito a un pubblico misto di ragazzi e adulti, e sin da subito punta in alto moralmente ed eticamente parlando. Può un uomo perseguire scopi nobili con mezzi terribili? Cos’è che alla fine ci rende esseri umani? Esiste un Dio, e se sì si cura di noi – e dovremmo noi curarci di lui? Non esattamente quello che la Rowling aveva in mente quando ha creato Lord Voldemort e compagnia…

Queste oscure materie è fondamentalmente una riscrittura del Paradiso perduto di Milton, e in quanto tale è fortemente imbevuta dell’immaginario cristiano, attorno a cui ruota l’intera trama. Alcuni critici hanno rilevato nell’opera di Pullman una demolizione senza pietà della religione e delle sue istituzioni, altri invece la ritengono un’opera formativa per ogni credente; qualsiasi sia il vostro punto di vista, il come può piacere o meno ma è innegabile che il cosa, l’idea di andare ad esplorare le fondamenta stesse di una buona fetta della cultura occidentale moderna, dia alla storia ben altro respiro rispetto al solito “Signore del Male vuole il Potere e orfanello di buone speranze deve fermarlo”.

Al contrario, l’antagonista di Queste oscure materie è talmente ben costruito che vi sfido a non trovarvi a sperare, in fondo al vostro cuore, che alla fine riesca a trionfare. Gli antagonisti sono in questa serie capaci di atti di grande umanità, i protagonisti sono preda di pulsioni come l’ultimo degli idioti, e in generale l’esplorazione dei sentimenti, dei conflitti e delle motivazioni dei personaggi è una parte importante, anzi fondamentale, della storia. Il finale è nient’altro che la logica, adulta, dolceamara conseguenza di tutto ciò che è stato fino a quel momento, senza risurrezioni miracolose o “e vissero tutti felici e contenti”.

La serie si compone di tre libri:

  • La bussola d’oro;
  • La lama sottile;
  • Il cannocchiale d’ambra

E’ da poco edito in Italia anche La belle sauvage, primo libro di una trilogia prequel a Queste oscure materie in corso di scrittura.


In conclusione, che Harry Potter vi sia piaciuto per l’ambientazione fantastica, per l’evoluzione di temi e personaggi nel corso della saga, per le avventure rocambolesche, per le svolte avvincenti, o perché ogni volta che tornate a Hogwarts vi sentite di nuovo a casa – o per tutte queste cose messe insieme, spero che possiate ritrovarle tutte in questi miei consigli, e altre ancora.

Ci ritroviamo sempre qui tra un mese, con un episodio di Consigli Fantastici dedicato a Sei di corvi. Fino ad allora, buona lettura!

Potete seguire le recensioni di Julius su Goodreads!

4 Comments Add yours

  1. Bellissima la saga di Bartimeus!! Ho sperato per anni che l’autore scrivesse un altro romanzo ma finora niente! La saga di Chrestomanci non la conoscevo ma adesso sono curiosa! grazie per i consigli 🙂

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    1. Julius says:

      Sono felice che l’articolo ti sia piaciuto! Se cerchi altri libri di Stroud, ha scritto anche “La valle degli eroi” e la serie “Lockwood & Co.”, entrambi editi Salani 🙂 personalmente consiglio la seconda, specie se ti piace il genere “giovane Sherlock Holmes”.

      Liked by 1 person

      1. Ho letto La valle degli eroi, invece Lockwood & Co. non mi ispirava granché (più che altro perché credevo che il target di riferimento fosse diverso, cioè pensato per bambini; magari mi sbaglio); però se lo raccomandi lo leggerò 🙂 grazie ancora

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    2. Quoto Julius, Lockwood & Co. merita. La Valle degli Eroi, invece, non mi è piaciuto.

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