Recensione | ‘The Flatshare’ vs ‘The Switch’ di Beth O’Leary

Quest’anno c’è chi sotto l’ombrellone si porterà Guerra e Pace, e chi invece Midnight Sun. Ogni lettrice/lettore è diversə, certo, ma è innegabile che d’estate ci sia più voglia di letture, diciamo, di intrattenimento. A farmi compagnia quest’estate sono stati infatti due libri che a catalogo sarebbero definiti romance, ma che l’autrice descrive come “il tipo di libro che cerchi quando hai bisogno di un abbraccio”.

E difatti i romanzi di Beth O’Leary sono libri che ti fanno sentire bene, con un pizzico di introspezione psicologica, un cucchiaino di romanticismo e una vagonata di sentimenti che hanno ristabilito la mia fede nell’umanità. La cosa che mi è piaciuta di più della scrittura di O’Leary è forse il fatto che ciò che muove la trama è spesso l’affetto che i personaggi nutrono per la propria famiglia e i propri amici, e di conseguenza anche l’altruismo delle loro azioni. Sia chiaro, non parliamo di libri trasbordanti di zucchero e Buoni Sentimenti (TM), ma di libri in cui i protagonisti non si fanno problemi a fare tutto il possibile per aiutare gli altri, nonostante le difficoltà. Sono libri iperrealistici? No. Sono libri che ti fanno passare delle felici ore di lettura e ti ispirano ad essere più gentili con il prossimo? Certo che sì.

The Flatshare

The Flatshare (Sunday Times bestseller, in italiano “Un letto per due”, traduzione di Teresa Albanese, edito da Mondadori) è stato il libro di debutto di Beth O’Leary, e ricade pienamente nel genere romance/meet cute. L’idea di base è semplice, eppure peculiare: Tiffy e Leon condividono una casa, e un letto, ma non si sono mai conosciuti. Leon infatti fa l’infermiere durante il turno notturno ed è a casa solo dalle 9 di mattina alle 6 di pomeriggio, mentre Tiffy, che invece lavora in una casa editrice e ha un orario di ufficio, è a casa dalle 6 di pomeriggio alle 9 di mattina. Un incastro perfetto.

Le porgo il telefono, passando dalla schermata del messaggio di Justin a quella dell’annuncio per la condivisione su Gumtree.

“Stanza doppia in luminoso monolocale a Stockwell, affitto 350 sterline al mese, spese comprese. Disponibile da subito, per un minimo di sei mesi. L’appartamento (e la camera/letto) è da condividere con una persona di 27 anni che lavora in una clinica di cure palliative la notte e nei fine settimana è sempre via. Occuperò l’appartamento solo dalle 9 del mattino alle 6 del pomeriggio nei giorni feriali. Il resto del tempo sarà tutto vostro! Perfetto per qualcuno che lavora in ufficio. Per vederlo, contattare L. Twomey al numero qui sotto.”

I due si trovano in questa situazione insolita per necessità e disperazione: Tiffy vuole disperatamente lasciare la casa che condivideva con il suo ex che sembra ancora avere una preoccupante influenza su di lei, mentre Leon ha bisogno dei soldi per pagare le spese legali per suo fratello, ingiustamente condannato per un furto che non ha commesso.

A colpi di post-it sul frig, brownie, e sciarpe fatte a mano, i due prima diventano amici e poi iniziano una storia tanto stramba quanto la loro situazione casalinga.

The Switch

In The Switch, O’Leary si concentra molto di meno sull’aspetto romance e molto di più sulle dinamiche della famiglia Cotton, che si trova ad affrontare un lutto straziante. Leena, la figlia, si butta a capofitto nel lavoro, ma dopo aver avuto un attacco di panico durante una presentazione a lavoro, la sua capa la obbliga a prendere una pausa di due mesi. In visita alla nonna – che, dopo essere lasciata dal marito, ammette di essere incredibilmente insoddisfatta dal numero di gentiluomini papabili nelle vicinanze – le viene un’idea: e se lei e la nonna facessero un cambio casa cambio vita per due mesi?

E così Leena si trasferisce a Hamleigh, un paesino grande tre strade o poco più, sperduto tra le colline dei Yorkshire Dales, dove sostituirà la nonna all’interno del Gruppo di Buon Vicinato e nel comitato di organizzazione per la fiera del villaggio. La 79enne Eileen, invece, si trasferirà a Shoreditch, Londra, dove inizierà un flirt con un attore del West End, farà amicizia con la lunatica Letitia e stravolgerà la vita di non poche persone.

Per entrambe l’amore è dietro l’angolo, ma entrambe le storie vengono sviluppate in modo intelligente e sottile nello sfondo. Certo, il finale include anche l’inizio di due relazioni, ma non sono queste a rappresentare il punto focale della storia. Anzi, forse il fulcro attorno a cui gira The Switch è proprio la scelta delle due protagoniste di scambiare la propria vita per trovare se stesse, e la propria indipendenza.


Descriverei entrambi i libri con il termine wholesome, che è lo stesso termine che userei per descrivere i video coi cuccioli di Labrador che cercano di salire le scale. That cute. Sono libri incentrati sulle relazioni umane e spesso affrontano tematiche non facili come relazioni violente, il tradimento, la morte di un familiare e molto altro. Allo stesso tempo sono libri molto scorrevoli e divertenti, con protagoniste umane, molti momenti di imbarazzo, e una sana dose di gente bona.

Il genere romance è di certo un genere molto bistrattato, considerato un genere da casalinghe frustrate e ragazzine tredicenni. Questa reputazione non fa giustizia ai libri di Beth O’Leary che invece si rivelano sempre brillanti, femministi, profondi e, perché no, anche molto divertenti.

Una piccola nota personale prima di chiudere: questi due libri mi hanno fatto appassionare agli audiolibri, medium che avevo sempre ignorato perché mi sono sempre considerata troppo distratta e irrequieta per ascoltare 8 ore di audio. E invece dovevo solo trovare il libro giusto!

Se state cercando la lettura dell’estate, vi consiglio di provare con “Un letto per due”, o se leggete in inglese magari iniziate con The Switch.

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