“È giunto il momento di raccontare la storia” di Dave Eggers

Quella che segue è la mia traduzione del racconto It Is Finally Time to Tell The Story, di Dave Eggers, pubblicato inizialmente sul Guardian nel 2004 e in seguito nella raccolta Short Short Stories (Pocket Penguin, 2005).


Ebbene sì, è finalmente giunto il momento di raccontare la storia delle pecore provenienti da quell’isola il cui nome è stato dimenticato, ma che fa rima con Godiva. C’erano troppe pecore sull’isola, quindi alcune di loro salirono su una barca e fecero vela per la Spagna. In Spagna però non furono accolte bene. Gli spagnoli che attendevano a riva l’arrivo della barca si erano aspettati qualcosa di più inusuale di un branco di pecore. Quando fu abbassata la passerella e scesero le pecore, gli spagnoli dissero loro svariate cose, ma il senso generale era: “Tornatevene sulla vostra isola, pecoroni, e mandateci dei mostri di Gila o dei draghi di Komodo”.

Tutti sanno che gli spagnoli hanno sempre desiderato i mostri di Gila e i draghi di Komodo e magari anche alcuni esemplari di quei progenitori nani dell’homo erectus di cui tutti parlano.

Quindi le pecore salparono di nuovo, questa volta alla ricerca della Terra di Franz Josef, che secondo varie fonti aveva un clima mite e l’assistenza sanitaria universale. Quando arrivarono sei mesi dopo, tuttavia, non trovarono nulla di tutto ciò. La Terra di Franz Josef era senza vita e senza alberi, e la sola e unica ossessione dei suoi abitanti era l’accesso alla rete wireless.

Quindi le pecore salparono di nuovo, questa volta dirette in Montana, che nessuno, ma proprio nessuno tranne queste pecore marinaie, sapeva avere uno sbocco sul mare. Vagarono per il Montana per un po’, ma scoprirono che gli abitanti erano ostili e avevano pessimi gusti musicali. Dovunque andassero, la gente ascoltava solo i Thin Lizzy o i Bachman Turner Overdrive e le pecore, per quanto in generale apprezzassero la musica di queste band, in realtà preferivano i primi album dei King Crimson e gli ultimi pezzi degli XTC.

Quindi salparono di nuovo, questa volta alla ricerca di – no, sai cosa? Aspetta un attimo. Fermi tutti, cazzo. L’autore di questa storia irrilevante si è appena svegliato di colpo da un coma autoindotto e ora qualcosa si sta facendo strada nella sua consapevolezza. Non può essere. È successo davvero? Abbiamo davvero rieletto Bush? Cristo benedetto. Chi se ne frega delle pecore, provate pietà per noi Americani. Abbiamo mai voluto la vostra pietà? Non prima d’ora, ma adesso sì. Riversate su di noi la vostra pietà e noi ci vestiremo di vergogna.


[Disclaimer: Non so quali siano le normative di copyright riguardanti la traduzione di opere ancora non tradotte e della relativa pubblicazione online. Nel dubbio, per favore non denunciatemi che sono povera.]

4 Comments Add yours

  1. Anna Berisso says:

    Ahahah hilarious :’) Cioè in realtà non c’è niente da ridere ma comunque…Chissà se c’è il sequel questa volta rispetto all’ultimo risultato elettorale!!

    Ad ogni modo, bellissima traduzione Mary *.* scorrevole e d’effetto:)

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    1. Marina says:

      Grazie Anna! 😍 Ma soprattutto: chissà dove sono andate le pecore???

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